IN MEZZO ALLA NATURA

Falseum, falsi da museo

Perché dedicare un museo al falso? Per allenarsi a distinguere la verità dall’inganno. È questo lo scopo del Falseum, il museo del falso che dal 2015 è aperto al Castello di Verrone, nella pianura biellese, proprio lungo il percorso della Castellania-Oropa del Giro d’Italia 2017. Nobile la sede, nobile anche l’intento: «Conoscere i falsi del passato significa impararne i meccanismi e allenarsi a distinguere quelli odierni. Ecco perciò che il viaggio nel mondo del falso diventa qualcosa non solo di bello e divertente, ma anche di necessario e urgente» si legge nella presentazione del museo. E nell’era della cosiddetta post-verità non esiste nulla di più utile. Il percorso espositivo si snoda su sette sale che sviscerano la questione a partire dalla storia per arrivare al falso fotografico e giornalistico. Una sala didattica è a disposizione per i frequenti laboratori e incontri con le scuole e sono possibili anche mostre temporanee. Anche l’edificio che lo ospita è ricco di storia: il castello è inserito in un complesso di cui fa parte anche la chiesa parrocchiale che conserva affreschi del ’500 ed è stato dimora del botanico Zumaglini, autore delll’opera “Flora pedemontana”.

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