2017
CASTELLANIA-OROPA

La tripla prima volta di Tom Dumoulin.

20 maggio 2017

14ª tappa Castellania-Oropa, 131 chilometri

 

Mai un corridore straniero aveva tagliato per primo il traguardo del Santuario. Mai l'uomo in maglia rosa che ha trionfato a Oropa è diventato anche il vincitore del Giro d'Italia. E mai un olandese si era aggiudicato la corsa rosa. Ecco il triplo record di Tom Dumoulin, outsider della vigilia per la classifica generale ma una spanna dietro agli scalatori puri secondo i pronostici degli esperti per l'assalto alla “montagna Pantani”, titolo assegnato dagli organizzatori agli 11 chilometri di salita biellese, entrati nella leggenda del ciclismo grazie all'impresa di Marco Pantani nel 1999, l'unico prima dell'olandese a domare Oropa con la maglia rosa addosso. Ma al Pirata fu fatale un prelievo di sangue pochi giorni dopo, quando quel Giro sembrava averlo già in tasca.

Nulla invece ha fermato Dumoulin, più di un metro e 80 di muscoli senza un filo di massa grassa, che al comando della classifica generale era balzato dopo il successo schiacciante della cronometro in Umbria. Oropa, dicevano gli esperti, sarebbe stato l'inizio vero del Giro d'Italia per i suoi avversari, gli scalatori puri.

La tappa con partenza da Castellania, paese natale di Fausto Coppi, per onorare la memoria del Campionissimo, è stata «una fucilata», come aveva facilmente pronosticato l'ex professionista biellese Gianni Zola fin dal giorno della presentazione del percorso. I 131 chilometri tutti pianeggianti tranne gli ultimi 11 sono stati affrontati con un ritmo forsennato fin dal via. Tra i tanti che sognavano una fuga, ci erano riusciti in tre: il russo Lagutin, il colombiano Martinez e l'eritreo Berhane. Alle loro spalle il gruppo ha sfiorato i 50 di media senza farli mai andare oltre i 2' di vantaggio.

All'altezza di Verrone l'inevitabile ricongiungimento, con le squadre dei più forti in fila indiana per tenere il gruppo compatto fino ai piedi della salita. Nemmeno il tempo di arrivare al Bottalino e il gruppo aveva già cominciato a sfilacciarsi, sulle martellate degli uomini della Movistar, mandati a tenere alto il ritmo da capitan Nairo Quintana, il colombiano che di Giro ne aveva già vinto uno e che a Oropa si è allenato più di una volta. Così veloci, i suoi gregari, da staccare pure lui prima di arrivare nel centro di Cossila San Grato.



 

 

 

Il primo contropiede è stato di Diego Rosa, piemontese atteso a metà salita dal suo fan club. Non ha fatto in tempo a mostrarsi da solo, con il buco richiuso dai soliti della Movistar. Alle Cave del Favaro si era capito che il successo di tappa sarebbe stato un affare di pochi. E la maglia rosa era ancora con i migliori. Poi gli scatti: Zakarin, Pozzovivo, finalmente Quintana. Il destino di Dumoulin, staccatosi, sembrava segnato. Ma era più netto ancora il cedimento del francese Thibaut Pinot e poco dopo di Vincenzo Nibali, numero uno da vincitore dell'anno precedente.

L'olandese invece teneva il suo ritmo, si trascinava dietro Zakarin e lo spagnolo Landa e al rettilineo dei Sette Faggi, appena dopo lo strappo della Vecchia, riprendeva Quintana. Non solo: si metteva davanti dando l'impressione di avere ancora energie. Alle ultime due curve si sono presentati in quattro, che diventavano tre perché Quintana ha ceduto. Il primo a provarci era Zakarin, presentatosi per primo sul rettilineo finale.

Ma proprio come nel 2014 il pavé del Prato delle Oche è traditore: sembra pianura ma la pendenza c'è. E quando al russo finisce la benzina, c'è una freccia rosa a infilarlo ai 150 metri e a tagliare per primo il traguardo, esultando con il pugno stretto. Tom Dumoulin invece di difendersi ha guadagnato su tutti gli scalatori.

E con il senno di poi, guardando i distacchi in classifica generale dopo la cronometro dell'ultimo giorno che gli ha consentito di scavalcare tutti, forse è stata proprio quella manciata di secondi a essere decisiva per la vittoria del Giro d'Italia. La prima per un olandese, la prima per il vincitore della tappa di Oropa.

Ordine di arrivo

1 Tom Dumoulin

2 Ilnur Zakarin a 3''

3 Mikel Landa Meana a 9’’
4 Nairo Quintana a 14’’

5 Thibaut Pinot a 35’’

6 Adam Yates a 41’’

7 Vincenzo Nibali a 43’’

8 Franco Pelizzotti st

9 Steven Kruijswijk a 46’’

10 Tanel Kangert st

Classifica generale

1 Tom Dumoulin

2 Nairo Quintana a 2'47’’

3 Thibaut Pinot a 3’25’’

4 Vincenzo Nibali a 3’40’’

5 Ildur Zakarin a 4’24’’

6 Bauke Mollema a 4’32’’

7 Tanel Kangert a 4’55’’

8 Domenico Pozzovivo a 4’59’’

9 Bob Jungels a 5’28’’

10 Andrey Amador a 5’36’’

Classifica finale del Giro

1 Tom Dumoulin

2 Nairo Quintana a 31’'

3 Vincenzo Nibali a 40’’

4 Thibaut Pinot a 1’17’’

5 Ildur Zakarin a 1’56’’

6 Domenico Pozzovivo a 3’11’’

7 Bauke Mollema a 3’41’’

8 Bob Jungels a 7’04’’

9 Adam Yates a 8’10’’

10 Davide Formolo a 15’17’’