2007
BIELLA - OROPA

È bastato un secondo per la prima volta di Bruseghin

25 maggio 2007
Cronoscalata Biella - Oropa 12,6 km

Racconta Marzio Bruseghin, parlando di se stesso da corridore, che andava abbastanza forte su tutti i terreni, ma mai abbastanza per poter essere classificato come scalatore, specialista delle classiche o delle corse a tappe. Questo non gli aveva impedito di conquistare, nel 2006, il titolo italiano a cronometro.

Ma la Biella-Oropa del 25 maggio 2007 era diversa da una classica corsa contro il tempo: partenza da piazza Unità d’Italia, di fronte alla sede della Provincia, passerella in via Italia e poi solo salita fino al Santuario di Oropa, per un totale di 12,6 chilometri. Abbastanza per non mettere fuori gioco i passisti, ma con gli scalatori puri comunque nel ruolo dei favoriti.

In maglia rosa c’era Danilo Di Luca, che si era ripreso le insegne del comando nella tappa con arrivo a Briançon, il giorno prima, e sembrava tra i favoriti anche della frazione biellese. Poi c’erano David Zabriskie, lo statunitense vicecampione del mondo a cronometro, il lussemburghese Andy Schleck che contro l’orologio sapeva il fatto suo, e gli scalatori doc Gilberto Simoni, Stefano Garzelli e Damiano Cunego.

Bruseghin non aveva mai vinto una tappa al Giro d’Italia e il suo unico successo da professionista, dal 1996, era stato proprio il titolo italiano a cronometro l’anno prima. Ma per le grandi imprese servono gambe, magia e un po’ di fortuna, a volte in egual misura. Le gambe servirono al corridore veneto per arrampicarsi fino a Oropa in 28’55’’.



 

 

 

La fortuna fu indispensabile per far sì che quel tempo fosse di un solo secondo migliore rispetto a quello di Leonardo Piepoli, un altro gregario che stava provando a vivere un giorno da capitano.
Di Luca giunse terzo, incrementò il divario su tutti i rivali designati e aggiunse un mattoncino alla costruzione della vittoria finale.

Bruseghin scrisse finalmente il suo nome tra quelli dei vincitori di almeno una tappa al Giro in un 2007 che per lui fu un anno speciale: inaugurò infatti la produzione di prosecco della sua azienda agricola sui colli di Vittorio Veneto. Il nome scelto? Amets, parola basca che significa sogno.

E furono le imprese di quell’anno a consegnargli i galloni di capitano per il Giro d’Italia dell’anno successivo, lui che era sempre stato considerato un ottimo gregario, chiudendolo al terzo posto.
E sempre nel 2008 fu un aiuto decisivo in maglia azzurra per la conquista del campionato del mondo da parte di Alessandro Ballan.

Ma Oropa e quella prima volta sul gradino più alto del podio ha sempre un posto speciale nel suo cuore.
Per questo è tornato a Biella già due volte da ex corridore, nel 2014 e nel 2017, per presentare da protagonista le nuove tappe di Oropa.

Il video della tappa

Ordine di arrivo

1 Marzio Bruseghin

2 Leonardo Piepoli a 1’’

3 Danilo Di Luca a 8’’

4 David Zabriskie a 19’’

5 Franco Pellizotti a 22’’

6 Stefano Garzelli a 29’’

7 Evgeni Petrov a 31’’ 

8 Eddy Mazzoleni a 33’’

9 Damiano Cunego a 38’’

10 Andy Schleck a 40’’

Classifica generale

1 Danilo Di Luca

2 Marzio Bruseghin a 55’’

3 Andy Schleck a 1’57’’

4 Damiano Cunego a 2’40’’

5 F. Vila Errandonea a 2’44’’

6 D. Arroyo Duran a 2’51’’

7 Evgeni Petrov a 3’11’’

8 Gilberto Simoni a 3’32’’

9 Emanuele Sella a 3’52’’

10 Eddy Mazzoleni a 3’53’’

Classifica finale

1 Danilo di Luca

2 Andy Schleck a 1’55’’

3 Eddy Mazzoleni a 2’25’’

4 Gilberto Simoni a 3’15’’

5 Damiano Cunego a 3’49’’

6 Riccardo Riccò a 7’00’’

7 Evgeni Petrov a 8’34’’

8 Marzio Bruseghin a 10’14’’

9 Franco Pellizotti a 10’44’’

10 D. Arroyo Duran a 11’58’’