1999
RACCONIGI -OROPA

La catena, la rimonta, il trionfo e Pantani diventò leggenda.

30 maggio 1999
Quindicesima tappa Racconigi - Oropa 143 km

Le leggende possono nascere anche per caso: la mattina del 30 maggio 2009 nessun esperto di ciclismo, alla domanda sul favorito della tappa Racconigi-Oropa, avrebbe avuto dubbi sulla risposta. Un nome correva sulla bocca di tutti: c’era una salita e c’era un uomo in maglia rosa che tutti chiamavano “il pirata” e che metteva le ali ai pedali ogni volta che la strada diventava in pendenza.

Quel pronostico fu rispettato. Ma il modo in cui Marco Pantani conquistò il santuario e il cuore degli sportivi di tutto il mondo non se lo aspettava nessuno.

La sua impresa in quella 15ª tappa del Giro d’Italia è stata considerata una delle migliori tre di sempre nel centenario della corsa rosa e, come ricorda sempre il ct azzurro Davide Cassani: "una delle migliori cinque negli oltre cento anni di storia di questo sport".

La tappa con partenza da Racconigi era veloce e semplice, almeno fino alle porte della città di Biella: qui il gruppo avrebbe cominciato ad allungarsi, per portare i big nelle prime posizioni, pronti ad affrontare in apnea gli undici chilometri fino a Oropa e, verosimilmente, a guardare il numero 1 sulla schiena di Marco Pantani allontanarsi un tornante dopo l’altro.

Il copione fu rispettato: le maglie gialle della Mercatone Uno spinsero forte sui pedali, ripresero i fuggitivi senza speranza Petito e Gomez alle prime rampe e si prepararono a lanciare Pantani quando la scalata si sarebbe fatta più dura.

Poi l’imprevisto. In un tratto di falso piano tra le frazioni di Cossila San Grato e di Cossila San Giovanni, Pantani si fermò, scese dalla bici, armeggiò nervosamente sulla ruota posteriore. «Ha forato Pantani» decretò Adriano De Zan ai microfoni della Rai. «Non è una foratura, ma un salto di catena» precisò Davide Cassani all’epoca ancora commentatore tecnico delle telecronache della tivù di stato.
Aveva ragione. Smanettando sul cambio, l’incidente meccanico bloccò il Pirata.



 

 

 

Assistito dal cambio ruote, prima ancora che dalla sua ammiraglia, ripartì in ritardo mentre il passaparola tra i suoi compagni di squadra gli creò intorno un nugolo di gregari pronti a guidare la rimonta.


Pantani lasciò sull’asfalto una quarantina di secondi, che possono essere tantissimi in una salita così breve specie se davanti, sentendo l’odore del sangue del campione ferito, invece di risparmiarsi attaccano decisi.
Lo fanno soprattutto in due, il francese Laurent Jalabert e Ivan Gotti, entrambi tra i più vicini alla vetta in classifica generale.

«Secondo me in quel momento gli è salita una rabbia che gli ha dato ancora più forza» ha raccontato mamma Tonina Pantani, ricordando quel giorno proprio a Biella.

Può darsi: la storia racconta che, dopo un chilometro o poco più di smarrimento, il ragazzo in maglia rosa cominciò con i sorpassi. Prima toccò ai suoi compagni di squadra, che lo accompagnarono fino alle soglie del Favaro, l’ultimo centro abitato prima di Oropa.
Sul tratto più duro, davanti a lui, Jalabert aveva lasciato il resto della compagnia. Ma fu un fuoco di paglia.
Alle Cave, in corrispondenza delle ultime case del Favaro, Pantani andava già più veloce di tutti.
Raggiunse tutti i favoriti: Rebellin, Simoni, Savoldelli. Gotti lo vide passare senza resistere nemmeno un metro alla sua ruota.
A tre chilometri dalla vetta, Pantani piombò su Jalabert: poche decine di metri insieme e poi il Pirata scattò un’altra volta. Fu il quarantottesimo atleta superato dopo la caduta della catena, in circa cinque chilometri.

All’arrivo non alzò nemmeno le braccia per esultare: la rabbia, forse, o il fatto che pensava di avere ancora qualcuno davanti. Ma la leggenda era scritta.

Quel Giro sembrava suo. Sarebbe stato il secondo consecutivo.
Ma dopo la Madonna di Oropa che fu testimone di un’impresa, arrivo Madonna di Campiglio. E l’inizio della fine.

Il video della tappa

Ordine di arrivo

1 Marco Pantani

2 Laurent Jalabert a 21’’

3 Gilberto Simoni a 35’’

4 Ivan Gotti a 38’’

5 Daniel Clavero st

6 Nicola Miceli a 44’’

7 Paolo Savoldelli a 49’’

8 Andrej Zintchenko a 54’’

9 Daniele De Paoli a 56’’

10 Davide Rebellin a 57’’

Classifica generale

1 Marco Pantani

2 Paolo Savoldelli a 1’54’’

3 Laurent Jalabert a 2’10’’

4 Ivan Gotti a 2’11’’

5 Daniel Clavero a 2’12’’

6 Sergej Gonchar a 5’40’’

7 Gilberto Simoni a 5’44’’

8 Niklas Axelsson a 6’08’’

9 Oskar Camenzind a 6’27’’

10 Daniele De Paoli a 7’58’’

Classifica finale

1 Ivan Gotti

2 Paolo Savoldelli a 3’35’’

3 Gilberto Simoni a 3’36’’

4 Laurent Jalabert a 5’16’’

5 Roberto Heras a 7’47’’

6 Niklas Axelsson a 9’38’’

7 Sergei Gonchar a 12’07’’

8 Daniele De Paoli a 14’20’’

9 Daniel Clavero a 15’53’’

10 Roberto Sgambelluri a 17’31’’