1996
LOSANNA - BIELLA

Vittoria danese e podio biellese.

07 giugno 1996
Diciassettesima tappa Losanna - Biella 236 km

Le fughe che durano più di 200 chilometri e arrivano al traguardo sono merce rara nel ciclismo. Ma a volte servono a consegnare un ciclista alla storia.

Eros Poli, che domò il Mont Ventoux al Tour de France del 1994, viene ancora associato - lui passista gigante del treno delle volate di Cipollini - a una salita da scalatori puri.

Nicolaj Bo Larsen non ha avuto tanta fortuna, forse perché la Losanna - Biella del Giro d’Italia era quella che si definisce in gergo tappa di trasferimento: inserita nell’ultima settimana, di martedì, faceva parte della marcia di avvicinamento tra le Alpi occidentali e i tapponi dolomitici, dove la contesa tra il russo Pavel Tonkov e lo spagnolo Abraham Olano, che come Indurain guadagnava a cronometro e si difendeva in montagna, si sarebbe risolta una volta per tutte a favore del ciclista che veniva dall’Est.

Così, quando a pochi chilometri dalla partenza, Bo Larsen, neoprofessionista danese della Amore & Vita, lasciò il gruppo insieme al francese Laurent Roux, faticatore in forze all’olandese Tvm, il gruppo lasciò fare. Anche troppo. Il vantaggio della coppia superò i 27 minuti, segno che, se davanti ci provavano, dietro guardavano il panorama.

Superato il confine tra Svizzera e Italia, lasciata lentamente alle spalle la Valle d’Aosta (con tanto di allarme perché un mitomane aveva sparso olio sull’asfalto all’altezza di Saint Vincent), l’ultima fatica era la salita della Serra. Bo Larsen e Roux la affrontarono con ancora venti minuti di vantaggio sul sonnacchioso plotone, abbastanza per iniziare a pensare al successo.

E qui cominciò a essere il danese a dimostrare che la fatica gli aveva tenuto la mente ancora ben lucida. Più delle gambe se è vero che, come suggerirono i cronisti dell’epoca, su quell’ultima salita Roux era pronto a fare da solo. Ma Bo Larsen quasi lo implorò: «Non lasciarmi da solo, per favore. Tanto sono scoppiato. Allo sprint sei più forte e poi in questo stato come posso batterti?».



 

 

 

Chissà se Roux ci credeva davvero o se, scendendo lungo via Rosselli con quel classico “vado, non vado” dell’ultimo chilometro di una fuga a due, sentiva l’odore della beffa.

Lungo corso 53° Fanteria, all’ombra dello stadio La Marmora che aveva ospitato l’arrivo del 1964, Bo Larsen mostrò che le energie le aveva conservate apposta per quell’ultimo spunto. E conquistò la sua prima vittoria da professionista.
Roux tirò un pugno sul manubrio.

Per vincere una tappa al Giro d’Italia avrebbe dovuto attendere ancora due anni: nel 1998 non solo non si fece beffare da nessuno sul traguardo della San Marino-Carpi ma ebbe anche la soddisfazione di conquistare, anche se solo per un giorno, la maglia rosa.

La Losanna-Biella comunque entrò nel libro dei record: i 228 chilometri di fuga, sui 236 totali della tappa, sono valsi a Bo Larsen e Roux il terzo gradino del podio tra le fughe vincenti più lunghe del Giro, preceduta dai 239 chilometri di van Steenbergen nel 1954 e dai 233 di Gonzales Arrieta nel 1992.

E, a proposito di podio, ci fu gloria anche per un corridore di casa: a vent’anni di distanza dal successo di tappa di Giancarlo Bellini in una tappa che si concludeva in Romagna, ecco un altro biellese tra i piazzati.
Barbero, che era al servizio di Claudio Chiappucci alla Carrera e poi sarebbe stato scudiero di Marco Pantani alla Mercatone Uno, lasciò il gruppo sulla salita della Serra, portandosi dietro Della Vedova e Tronca, a loro volta piemontesi. Ma sullo sprint per il piazzamento Barbero non ebbe rivali, chissà se favorito dal fatto che nessuno conosceva l’ultimo chilometro meglio di lui.

E chissà se, ripensandoci, c’è ancora il rimpianto per non essere entrato nella fuga giusta.

Il video della tappa

La volata

Ordine di arrivo

1 Nicolai Bo Larsen

2 Laurent Roux st

3 Sergio Barbero a 16’02'’

4 Marco Della Vedova st 

5 Amilcare Tronca st

6 Andrei Teteriuk a 16’24’’

7 Zbigniew Spruch a 16’26’’

8 Dirk Baldinger st

9 Fabrizio Guidi st

10 Gabriele Missaglia st

Classifica generale

1 Pavel Tonkov

2 Piotr Ugrumov a 20’’

3 Enrico Zaina a 38’’

4 Davide Rebellin a 44’’

5 Ivan Gotti a 1’14’’ 

6 Stefano Faustini a 1’15’’

7 Abraham Olano a 1’27’’

8 Evgeni Berzin a 1’41’’

9 Claudio Chiappucci a 2’01’’

10 Alexander Shefer a 2’10’’

Classifica finale

1 Pavel Tonkov

2 Enrico Zaina a 2’43’’

3 Abraham Olano a 2’57’’

4 Piotr Ugrumov a 3’00’’

5 Ivan Gotti a 3’36’’ 

6 Davide Rebellin a 9’15’’

7 Stefano Faustini a 10’38’’

8 Alexander Shefer a 11’22’’

9 Jean-Cyril Robin a 12’54’’

10 Evgeni Berzin a 14’41’’