1964
ARRIVO DEL GIRO D'ITALIA A BIELLA

Il trionfo di Motta. Una beffa per Bitossi.

6 giugno 1964

21ª tappa Torino-Biella - 200 km

 

La prima volta del Giro d’Italia a Biella città fu l’anno successivo del primo arrivo in salita a Oropa: nel 1964 il percorso di avvicinamento della carovana verso Milano immaginò un’ultima tappa nervosa ma, sulla carta, non pericolosa per la classifica dopo l’ubriacatura di vette delle Alpi.

La Torino-Biella prevedeva una sola difficoltà di rilievo, il valico di Croce Serra, che divide il Canavese dal Biellese.

Gianni Motta, promettente neo professionista, era tra i più attivi tra gli uomini in fuga che la maglia rosa Jacques Anquetil controllava a distanza, lasciando che si sfogassero togliendo anche le velleità dell’ultimo attacco agli uomini di classifica.

Le energie, in quel penultimo giorno di Giro, erano quelle che erano. Anche quelle di Gianni Motta che però, da neoprofessionista, voleva una vittoria di tappa più di ogni altro.

A Croce Serra prima del gran premio della montagna rimase solo: l’unico a seguirlo a una manciata di metri era Franco Bitossi. La situazione era quella classica in cui, presto o tardi, magari lungo la discesa che portava verso il traguardo, il duo si sarebbe ricomposto, sarebbe andato d’amore e d’accordo a fare l’andatura per poi giocarsi il successo allo sprint, dopo il giro di pista dello stadio La Marmora, luogo designato per l’arrivo, davanti alla folla assiepata sulle gradinate.
Invece no: verso Biella, Motta continuava a tenere quei 2-300 metri di vantaggio e Bitossi dietro un po’ rosicchiava il distacco e un po’ riperdeva terreno.
Fu così che si affacciarono all’ultimo chilometro. E fu così che arrivarono, in una inconsueta fuga a “uno più uno” che ha avuto pochi eguali nella storia della corsa rosa.

È stato Gianni Motta, anni dopo, a raccontare più nel dettaglio qualche particolare di quella fuga. Intanto la fatica: «Mi sono consumato tutto, ero rimasto solo orecchie» disse nel 2013, rievocando il suo primo successo alla corsa rosa in occasione della consegna del premio dedicato a Vincenzo Torriani, storico patron del Giro.



 

 

 

Proprio Torriani che lo seguiva dall’auto del direttore di corsa, si prese le parolacce del corridore: «Dai Gianni che fra un chilometro è finita» gli ripeteva urlando alle sue spalle, per incoraggiarlo.
Il problema è che glielo ripeteva a ogni chilometro e che non era mai finita, finché Motta non si voltò per mandarlo una volta per tutte a quel paese.

La classifica finale vide Motta vittorioso con 5 secondi di vantaggio su Bitossi e poco più di un minuto sul gruppo della maglia rosa, regolato allo sprint da Italo Zilioli.

Lo stadio cittadino ospitò anche il mitico Processo alla tappa, la trasmissione Rai che fece epoca sotto la conduzione di Sergio Zavoli. Ma la città aveva fatto le cose in grande per aspettare la corsa: prima, in attesa dei ciclisti, il pubblico sulle gradinate aveva assistito al concerto della Banda Verdi e della Corale Magi. Poi tutti in piazza I Maggio per uno spettacolo musicale, antesignano delle “notti rosa” contemporanee, che portò in strada, secondo i calcoli dell’epoca, almeno 10mila persone.

La festa proseguì il giorno dopo: Biella era la sede di partenza dell’ultima tappa con destinazione Milano.
La sfilata della carovana toccò via Torino, via Italia, via XX Settembre, via Cernaia e via Milano.
A Chiavazza, davanti a villa Mosca, Vincenzo Torriani sventolò la bandiera per dare il via ufficiale.

Tra gli altri avvenimenti collaterali, le cronache dell’epoca ricordano il ricevimento organizzato dagli sportivi del Favaro per Alfredo Binda, uno dei grandi del ciclismo del passato. E tra i più applauditi tra i non ciclisti, c’era Gino Bramieri, il “barzellettiere” d’Italia, che aveva passato l’intera corsa nella carovana, con una sosta a ogni paesino per farsi acclamare.

Il video della tappa

Ordine di arrivo

1 Gianni Motta

2 Franco Bitossi a 5’’ 3

Italo Zilioli a 1’02’’
4 Guido Carlesi st

5 Franco Balmamion st

6 Rolf Maurer st

7 Vittorio Adorni st

8 Carlo Chiappano st

9 Aldo Moser st

10 Arnaldo Pambianco st

11 André Zimmermann st

12 Louis Rostollan st

13 Guido De Rosso st

14 Ugo Colombo st

15 Jacques Anquetil st

Classifica generale

1 Jacques Anquetil

2 Italo Zilioli a 1’22’’

3 Guido De Rosso a 1’31’’

4 Vittorio Adorni a 2’22’’

5 Gianni Motta a 2’38’’

6 Renzo Fontona a 3’30’’

7 Marcello Mugnaini a 5’05’’

8 Franco Balmamion a 6’00’’

9 Rolf Maurer a 7’47’’

10 Franco Bitossi a 9’20’’

11 Guido Carlesi a 12’34’’

12 A. Zimmermann a 14’45’’

13 Arnaldo Pambianco a 18’07’’

14 Roberto Poggiali a 19’54’’

15 Aldo Moser a 20’57’’

Classifica finale

1 Jacques Anquetil

2 Italo Zilioli a 1’22’’

3 Guido De Rosso a 1’31’’

4 Vittorio Adorni a 2’22’’

5 Gianni Motta a 2’38’’

6 Renzo Fontona a 3’30’’

7 Marcello Mugnaini a 5’05’’

8 Franco Balmamion a 6’00’’

9 Rolf Maurer a 7’47’’

10 Franco Bitossi a 9’20’’

11 Guido Carlesi a 12’34’’

12 A. Zimmermann a 14’45’’

13 Arnaldo Pambianco a 18’07’’

14 Roberto Poggiali a 19’54’’

15 Aldo Moser a 20’57’’



Immagini archivi Valerio e Cremon, Fondazione Cassa di Risparmio di Biella